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Un artista non è mai povero (Babette Harsant in "Il pranzo di Babette"). Le mie passioni: la cucina, la lettura, l'arte, la mia terra (il Sud). In cucina sono "intollerante": al lattosio, in senso letterale, e alla scarsa qualità dei cibi. Prediligo materie prime a km zero e cibo biologico.
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domenica 19 luglio 2015

ma cosa ho messo nel caffè?

Lo ammetto. Adoro il caffè: è la mia droga. "Caffè nero bollente" beveva per ammazzare il tempo Fiorella Mannoia. Nero, come la notte. Caldo, come l'amore. Amaro, come la sincerità. Patriottica, solo sulla tazzina: solo i coffee-alcholic come me possono comprendere le crisi di astinenza da espresso italiano nei viaggi all'estero. Perché l'espresso, nonostante tu lo chieda "ristretto" o "corto", all'estero si presenta sempre con quel vago retrogusto da sciacquatura di piatti, quell'aspetto dilavato, senza profumo e corpo e spessore. L'importanza della nera bevanda nel nostro immaginario è testimoniata dallo spazio riservato al caffè nella tradizione letteraria e musicale. Musicale, forse di più, riflettevo poco fa canticchiando "A che bell’ò cafè pure in carcere ‘o sanno fa co’ à ricetta ch’à Ciccirinella compagno di cella ci ha dato mammà”" (F. de André, Don "Raffaè")... Il primo testo musicale dedicato al caffè risale addirittura al 1734: si tratta della "Cantata del caffè" di J.S. Bach. Una protagonista rivendica il diritto alla degustazione e, suscitando le rimostranze del padre, pone questo suo diritto tra le condizioni del suo consenso alle nozze. 
Ma il caffè è vanto dei partenopei. Che c'è di meglio di  "a tazze e cafè"?  Ovvio "'na tazzulella 'e caffè", canta Pino Daniele. Il caffè arriva addirittura sul palco sanremese... Nel 1969 Riccardo del Turco partecipa al Festival di Sanremo con "Cosa hai messo nel caffe?": il caffè funge quasi da filtro d'amore... Ma vola anche negli USA, dove Bob Dylan chiede "One more cup of coffee".  In "Via Paolo Fabbri 43” Francesco Guccini  canta “ Fra krapfen e boiate le ore strane son volate, grasso l' autobus m' insegue lungo il viale e l' alba è un pugno in faccia verso cui tendo le braccia, scoppia il mondo fuori porta San Vitale e in via Petroni si svegliano, preparano libri e caffè e io danzo con Snoopy e con Linus un tango argentino col caschè!”  Insomma... mai senza caffè! Anche d'estate, al caffè pomeridiano non si rinuncia. Ma in inedite (e fresche) versioni estive... come le due che vi propongo.

Mousse al caffè (senza lattosio)

Un peccato di gola... senza latte.


ingredienti:
-   3 albumi 
-  2 tuorli
- 1 cucchaio di zucchero a velo.
- 1 cucchiaino di agar agar
- 3 tazzine di caffè freddo
- 1 cucchiaio di zucchero
- cacao q.b.


1. Montate a neve fermissima gli albumi e lo zucchero a velo fino ad ottenere una meringa lucida e soda.
2. Su un bagnomaria, sbattete i tuorli con lo zucchero per ottenere uno zabaione gonfio e chiaro, aggiungete l'agar agar.
3. Mescolate lo zabaione con il caffè freddo e unite gli albumi montati a neve ferma, mescolando dal basso verso l'alto.
4. Mettete la mousse nei bicchierini.
5. Servite fredda con una spolverata di cacao
 Caffè al ghiaccio a modo mio

Una versione personalizzata del caffè al vetro
ingredienti:
- caffè
- zucchero di canna
- ghiaccio

Preparate la moka (da due tazze). Quando il caffè sarà pronto, in una tazzina versare un goccino di caffè (lasciate l'altro nella caffettiera) e 1-2 cucchiaini di zucchero di canna; mescolate energicamente fino a che si creerà una cremina sciropposa. In un bicchierino mettete un cubetto di ghiaccio, versate il caffè che era nella caffettiera e, quindi, la cremina.


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